5 giorni fa

Come abbiamo sviluppato la nuova Oiz con OOLab

OOLab significa Orbea Optimization Lab. Non è uno spazio fisico, ma un modo di lavorare che permette di superare i limiti abituali dello sviluppo tradizionale del prodotto. Ci dà la libertà di esplorare nuove idee e comprendere meglio come funzionano i nostri prodotti. Non tutte le idee finiscono per essere integrate nella bici. Ciò che impariamo testandole entra a far parte del nostro processo di miglioramento continuo.

Lo sviluppo della nuova Oiz dimostra fin dove possiamo arrivare quando lavoriamo con maggiore libertà.

La sfida

Il cross-country moderno è più veloce e tecnico che mai e porta sia chi pedala sia il materiale verso nuovi limiti. Quando la differenza tra vittoria e sconfitta si misura spesso in pochi secondi, creare una bici realmente competitiva richiede molto più che ridurre il peso al minimo.

In Orbea crediamo che ci sia sempre spazio per migliorare. Questa convinzione ci porta a mettere in discussione i nostri stessi risultati, a verificare ciò che sappiamo e a continuare a cercare nuove possibilità, anche quando competiamo già ai massimi livelli. La nuova Oiz nasce dalla stessa ambizione.

Alla ricerca delle massime prestazioni

La Oiz lanciata nel 2022 ha segnato una nuova fase nell’evoluzione del modello. Adottando 120 mm di escursione su tutta la gamma, siamo riusciti a combinare l’efficienza e la velocità tipiche dell’XC racing con le capacità necessarie per affrontare percorsi sempre più tecnici.

Nei quattro anni trascorsi tra le due generazioni, OOLab ci ha dato la libertà di esplorare nuove soluzioni oltre i limiti di un processo di sviluppo convenzionale. Ci siamo presi il tempo necessario per testare idee diverse e affinare la bici fino ad avere la certezza che ogni modifica rappresentasse un miglioramento reale.

Uno degli obiettivi principali era aumentare la rigidità del telaio senza aggiungere peso inutile. Una flessione indesiderata può ridurre la precisione dello sterzo, disperdere parte della potenza durante le accelerazioni e alterare il funzionamento della sospensione. Aumentare la rigidità di un telaio full suspension comporta generalmente l’aggiunta di materiale e quindi di peso. Ma un telaio eccessivamente rigido può anche ridurre la trazione e aumentare l’affaticamento. Per questo il nostro team di ingegneria ha riesaminato ogni giunzione strutturale della bici alla ricerca del giusto equilibrio.

Nelle prime fasi dello sviluppo abbiamo esplorato diverse idee utilizzando strumenti avanzati di modellazione. Ma la simulazione al computer ha i suoi limiti. Per andare oltre bisogna scendere sui sentieri, provare i prototipi e ascoltare il feedback dell’Orbea FOX Factory Team. Il nostro team di ingegneria ha valutato e perfezionato diversi prototipi insieme ai ciclisti della squadra prima di portare versioni quasi definitive sul circuito di Coppa del Mondo a Nové Město na Moravě, camuffate con una grafica discreta OOLab.

Attraverso l’analisi agli elementi finiti (FEA) e numerosi test sulla laminazione del carbonio, il team di ingegneria ha sperimentato diversi prototipi. Senza sapere quale versione stessero provando, i ciclisti della squadra hanno scelto con costanza una bici con una laminazione che pesava quasi 50 grammi in più rispetto al prototipo ultraleggero. Non si trattava di ridurre il peso al massimo solo per ottenere il valore più basso possibile. L’obiettivo era trovare la soluzione che offrisse le sensazioni migliori quando la bici veniva portata al limite e permettesse di ottenere i tempi più veloci.

I test di resistenza in laboratorio sono fondamentali per poter misurare e riprodurre questi risultati quando i telai entrano in produzione. In questo modo garantiamo sia la coerenza tra le diverse unità sia sensazioni simili tra i telai in carbonio e quelli in alluminio.

Questi test hanno convalidato il design finale, con un aumento del 36% della rigidità complessiva del telaio — principalmente grazie a una maggiore rigidità torsionale — e un triangolo posteriore più rigido del 22% rispetto alla precedente generazione OMX.

Innovazioni strutturali

Per ottenere questi miglioramenti abbiamo dovuto ripensare il modo in cui le diverse strutture del telaio lavorano insieme. Invece di limitarci a rinforzare singole zone, il nostro team di ingegneria ha analizzato il rapporto tra triangolo anteriore, link e triangolo posteriore, cercando il modo di aumentare la rigidità senza aggiungere materiale inutile.

Quattro sviluppi chiave hanno contribuito al design finale.

Link in alluminio forgiato

Il link è sottoposto a forti sollecitazioni quando la sospensione si comprime e il triangolo posteriore reagisce alle forze della pedalata e ai carichi laterali. Attraverso la FEA, il nostro team ha sviluppato un mini-link più compatto in alluminio forgiato 6061-T6. Ridurne le dimensioni diminuisce anche le forze di leva che agiscono sul link stesso, consentendo di ottimizzarne la struttura senza comprometterne la resistenza. Le aperture interne posizionate strategicamente eliminano il materiale superfluo, mentre il design compatto migliora la rigidità e riduce il peso del link di circa il 30%.

Ponte dei foderi integrato

Il triangolo posteriore è sottoposto a importanti forze laterali e, allo stesso tempo, deve mantenere un allineamento preciso per tutta l’escursione della sospensione. Per migliorarne l’efficienza strutturale, abbiamo posizionato il ponte dei foderi direttamente davanti al tubo sella, creando un collegamento più rigido tra la parte superiore del triangolo posteriore e la zona di montaggio dell’ammortizzatore. Questa configurazione aiuta a resistere ai carichi torsionali in curva e durante la pedalata in piedi, mantenendo allineato il sistema di sospensione e migliorando la precisione del posteriore.

Tubo orizzontale con alette

Una struttura in carbonio più ampia e con un profilo più largo aiuta a controllare meglio le torsioni quando la bici è sottoposta a forti sollecitazioni. In questo modo, il triangolo anteriore mantiene la propria integrità strutturale sotto carico, contribuendo a una guida più precisa e a un trasferimento di potenza più efficiente.

Perno principale con sistema Pinch-Bolt

Sul perno principale, il nuovo sistema di serraggio pinch-bolt consente di sopportare carichi maggiori e riduce notevolmente le forze torsionali sui cuscinetti, prolungandone la durata e mantenendo una risposta più stabile del posteriore. La maggiore precisione nell’allineamento del perno migliora anche il funzionamento della sospensione.

Precisione produttiva ed efficienza cinematica

I miglioramenti in termini di rigidità sono stati ulteriormente rafforzati dall’ottimizzazione del processo di produzione del carbonio. Eliminando gli spigoli marcati, le fibre di carbonio si distribuiscono e si compattano in modo più uniforme durante lo stampaggio, facilitando l’espulsione della resina epossidica in eccesso nelle zone critiche. Poiché la resina aggiunge peso senza contribuire alla resistenza strutturale, ridurne la presenza migliora significativamente il rapporto rigidità/peso del telaio.

Oiz combina 120 mm di escursione con una cinematica regressiva della sospensione per sfruttare al massimo la potenza della pedalata senza perdere trazione. Sviluppata insieme a FOX, la sua curva di leva offre una parte iniziale della corsa più sostenuta che riduce il bob durante la pedalata e il sag indesiderato in salita con l’ammortizzatore aperto. Man mano che aumenta l’escursione, la sospensione diventa più sensibile per assorbire le irregolarità del terreno e mantenere il contatto della ruota posteriore. Gli elevati valori di anti-squat aiutano inoltre a contrastare le forze della pedalata nella prima parte della corsa, offrendo un’accelerazione immediata in uscita dalle curve strette.

Geometria Pure XC

La nuova Oiz mantiene una geometria XC da competizione già collaudata, con piccoli aggiornamenti. Utilizzando prototipi regolabili in alluminio, il nostro team di ingegneria ha esplorato diverse configurazioni affinché i ciclisti della squadra potessero provare e confrontare direttamente sul terreno le modifiche alla geometria. Uno dei risultati più chiari è emerso analizzando la lunghezza del carro posteriore. Indipendentemente dalla taglia del telaio, la preferenza è sempre ricaduta sui foderi bassi più corti possibile. Abbinata allo stack particolarmente ridotto di Oiz, questa configurazione crea una distribuzione equilibrata del peso e una risposta molto diretta. Grazie all’ottimizzazione della zona attorno al cuscinetto principale, siamo riusciti ad accorciare i foderi bassi di altri 2 mm nel telaio in carbonio definitivo.

Abbiamo inoltre reso l’angolo di sterzo 0,2° più aperto per aumentare sicurezza e controllo nelle discese tecniche senza compromettere la precisione e la reattività che caratterizzano Oiz. Insieme a un tubo sella più verticale e a una parte anteriore ottimizzata per una forcella da 120 mm, questi aggiornamenti portano ancora più avanti la sua geometria Pure XC.

Dallo Short Track esplosivo alle maratone

Solo una settimana dopo il lancio ufficiale della bici, tutto questo lavoro ha raggiunto il suo primo grande traguardo nella Coppa del Mondo di Leogang. Simon Andreassen ha portato la nuova Oiz alla vittoria nella gara XCC Short Track, dimostrandone le capacità ai massimi livelli della competizione XC.

Ma una bici da cross-country di riferimento non si misura solo dalla capacità di vincere in una disciplina. Deve anche essere versatile. La vittoria di Simon ha dimostrato il potenziale di Oiz negli sforzi intensi dello Short Track di appena 20 minuti, ma l’XC moderno richiede una bici in grado di rendere in discipline e su percorsi molto diversi.

David Valero, campione di Spagna, ha messo alla prova questa versatilità nel corso della Coppa del Mondo XCM. Dalla prima vittoria del circuito ottenuta con una bici full suspension fino alla conquista della classifica generale, dopo successi su percorsi tecnici ed esigenti come La Tramun, a Girona.

Confrontare gli sforzi esplosivi di 20 minuti dello Short Track con maratone di quattro ore o più mette in evidenza un risultato chiave dal punto di vista ingegneristico: una rigidità elevata non deve necessariamente tradursi in una bici scomoda. Aumentare eccessivamente la rigidità del telaio può spesso rendere il comportamento della bici più duro e trasmettere più vibrazioni, aumentando l’affaticamento sulle lunghe distanze.

La nuova Oiz dimostra che è possibile combinare un’elevata rigidità strutturale con un buon assorbimento delle vibrazioni e una trazione attiva. Offre un trasferimento di potenza immediato durante le accelerazioni e, allo stesso tempo, filtra gli impatti del terreno per ore di sforzo, mantenendo velocità, controllo e comfort fino allo sprint finale.

Progettata per vincere

Dalle prime simulazioni FEA ai test dei prototipi e alla competizione ai massimi livelli, lo sviluppo della nuova Oiz è stato un processo continuo di valutazione, apprendimento ed evoluzione. Ogni decisione strutturale ha risposto a un obiettivo chiaro: trovare l’equilibrio ottimale tra rigidità, peso e prestazioni della sospensione, trasformando questi miglioramenti in velocità sul terreno.

Attraverso OOLab, applichiamo le nostre conoscenze e i nostri strumenti ingegneristici per comprendere meglio i nostri prodotti e utilizzare tutto ciò che impariamo per orientarne lo sviluppo. La nuova Oiz è il risultato di questo approccio: una bici progettata per portare al limite le prestazioni nell’XC e offrire ogni possibile vantaggio.

Così come un allenamento non finisce quando si ferma il cronometro, il nostro lavoro non termina con il lancio. Sappiamo che ci saranno sempre nuove idee da testare e nuove opportunità per continuare a migliorare. Non perdere le prossime novità di OOLab.