Una vita in equilibrio sulle due ruote

La storia della rider dell'Orbea Enduro Team, Becky Cook, è una di quelle storie in cui, per un caso della vita o per un capriccio, un giorno scopri il mondo della bicicletta e non puoi più farne a meno. Molte volte, la colpa è della mistica soddisfazione con cui torni quando finisci il circuito, anche il più esigente, dove sei così stanco e allo stesso tempo così contento. Così esausto fuori, ma così pieno di vita dentro.

Molte volte questo trambusto di sensazioni ed emozioni che risvegliano le due ruote senza motore è tale che ti sembra di essere rimasto intrappolato in questo “mondo ciclista”, con la voglia di sentire nuovamente questo divertimento o soddisfazione nel circuito successivo. E in quello dopo, e in quello dopo ancora…

La sfumatura delle due ruote senza motore è importante nella storia di Becky Cook, perché la rider dell'Orbea Enduro Team ha sì un passato recente nella competizione di Enduro, dal 2015 nello specifico, ma questa inglese nata nella piccola isola britannica di Wight ha un lungo passato nel mondo dei motori. Questo percorso nel mondo dei motori va oltre il lavoro che svolge quando non gareggia con il team, nell'azienda familiare di camion.

Becky Cook si è fatta un nome nelle gare di trial, dove ha trovato tutte queste emozioni fino a imbattersi nella bicicletta. 5 volte vice-campionessa del mondo, 7 medaglie d'oro nel Trial delle Nazioni (prova del Campionato del Mondo di Trial), 8 volte campionessa di Inghilterra e campionessa nel Campionato Europeo di Moto Trial 2012, non è che una parte del palmarès dopo oltre 13 anni nell'elite del trial internazionale. Becky è rimasta affascinata dal mondo della bicicletta solo quattro anni fa, quando ha cominciato a pedalare per allenarsi nel mondo della motocicletta.

E il divertimento che ha provato sul suo nuovo strumento di allenamento è diventato sempre più intenso fino al punto che, una volta conclusa la sua fase come una delle concorrenti di trial più premiate nella storia d‘Inghilterra, ha voluto sviluppare il suo lato competitivo nella competizione di alto livello Enduro.

Con tutto ciò è consapevole che La Thuile è una gara che accende molto interesse in lei, ci siamo decisi ad approfondire il “carattere inglese” di Becky, come lo dice Tomi Misser in uno dei suoi recenti video, per saperne di più sulla rider dell'Orbea Enduro Team…

– Becky, cosa ci dici sulla gara di alto livello nel trial e nell'Enduro? Quali sono le differenze e le somiglianze?

L'Enduro è molto più duro! Forse è perché sono abbastanza nuova in questo sport e sto ancora imparando molto, ma sul piano fisico e tecnico, le Enduro World Series (EWS) sono tremende! Tuttavia, il Campionato del Mondo di Trial non è facile: per arrivare al top devi lavorare duro e ti servono delle abilità, una forza e una precisione eccellenti. Ciò aiuta molto nelle tappe tecniche della bicicletta da Enduro. Entrambi sono molto divertenti, l'Enduro è come un giorno di circuito con i tuoi amici e solo i tratti cronometrati valgono per il risultato generale.

I miei anni di esperienza nel trial di alto livello mi hanno aiutato molto a prepararmi sul piano mentale e fisico per le EWS. L'Enduro è abbastanza diverso, ma il processo di preparazione per le grandi gare è molto simile.

– Con tanta esperienza nel mondo del trial, hai usato qualche “trucco” o qualche stratagemma con la tua Rallon?

Il trial mi ha insegnato ad essere abile con la bicicletta. Mi aiuta a muovere la bici più facilmente nelle curve a gomito o a saltare ostacoli nelle corse, molto utile.


– E al resto dell'Orbea Enduro Team, hai insegnato qualche abilità del trial o qualcosa di simile?

Ancora no, però Thomas Lapeyrie ha una bici da trial, così stiamo pensando di fare una sessione di trial…

– Com'è far parte della più grande competizione di Enduro?

È incredibilmente duro, ma molto gratificante. La gara nella categoria femminile è davvero potente, il livello delle rider è pazzesco e tutte spingono per correre più veloci. Però continua ad esserci un'atmosfera molto amichevole e tutte si aiutano sempre reciprocamente se ci sono dei problemi. Mi piace davvero far parte di tutto ciò.

– Nel 2016 hai vinto l'Enduro Series in Inghilterra e avrai corso molte altre gare nel tuo paese… Quali sono le maggiori differenze tra queste gare e le EWS?

Probabilmente il dislivello e la distanza, perché non abbiamo molte montagne. Sono anche più facili tecnicamente, per cui ho scoperto che competere nelle EWS è un livello completamente nuovo in confronto ad altro, anche se comunque è ciò che ci si aspetta dalla più grande competizione di Enduro.

– Riguardo al tuo lavoro come camionista… È per vocazione? Come hai iniziato a svolgere questo lavoro?

È l'attività di mio padre dove ora lavora anche mio fratello e i miei cugini, per cui è diventata un'azienda familiare. Mi piace lavorare lì, anche se ovviamente preferirei pedalare sulla mia bicicletta (risata).

– È difficile conciliare il fatto di competere professionalmente nell'Enduro e guidare un camion?

Vivo in una piccola isola per cui, per fortuna, percorro solo piccole distanze. In ogni caso, è complicato adattare l'allenamento al lavoro. Generalmente devo allenarmi prima e dopo il lavoro, per cui alcune giornate sono lunghe.

– Qual è la tua gara preferita del calendario attuale delle EWS?

Quella a Olargues, in Francia. L'aspetto fisico e tecnico del terreno è più appropriato per me. Poi sto aspettando La Thuile; non ci sono mai stata però ne ho sentito parlare molto bene.

– E il tuo terreno preferito per competere?

Preferisco i sentieri rocciosi, ma mi piacciono anche i terreni bagnati e scivolosi, siamo molto abituati a pedalare in queste condizioni nel Regno Unito!

– Nelle gare, di solito varii molto la configurazione della bicicletta? Sei molto “maniaca” al riguardo?

Da quando sono nell'Orbea Enduro Team, ho potuto provare diverse configurazioni e prodotti che mi hanno aiutato molto a scoprire ciò che va bene per me. Di solito non cambio molto tra una corsa e l'altra, eccetto l'ammortizzatore. In funzione delle condizioni, cambio fra quello ad aria e quello a molla.

– Hai un manubrio di 740 mm, più stretto rispetto alla tendenza attuale nell'Enduro. Qual è il motivo?

Ho le spalle abbastanza strette, per cui un manubrio di 740 mm è comodo per me. Anche quando uso un manubrio più largo, lo afferro nello stesso punto, e così aumenta il rischio di colpire gli alberi nei sentieri stretti.

– Cosa fai nel tempo libero, quando non ci sono gare?

Di solito lavoro! Non ho molto tempo per nient'altro, però mi piace anche rilassarmi in casa, al mare o passeggiare con il mio cane.


– Sicuramente dopo tanto tempo di convivenza con il team c'è qualche aneddoto… Ti va di raccontarne qualcuno?

Tutti i rider del team sono molto simpatici, per cui abbiamo passato dei bei momenti! Un paio di aneddoti che ricordo sono quando Julien, il manager, ha bruciato la cena del team e poi quando Gabi Torralba si è dimenticato le scarpe il giorno della corsa…


– Per concludere, come descrivi la “Becky Cook rider professionista di Enduro”?

Lavoratrice indefessa e fermamente determinata!

Puoi seguire tutte le novità dell'Orbea Enduro Team sui social network (Instagram e Facebook), in orbea.com e nel nuovo sito dell'Orbea Enduro Team.


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