29 April, 2025
Scelta nelle Ardenne
Il ciclismo è una cosa molto seria. Quando l’ordine è il caos, il ciclismo ha sempre l’ultima parola. Chi in questi giorni non si è lasciato conquistare dalle Ardenne, non ha cuore.
Le ultime settimane di aprile sono magiche: il cosiddetto Trittico delle Ardenne – formato da Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi – rappresenta un portale verso un altro mondo. Da questo momento in poi, le corse di un giorno iniziano a diradarsi, lasciando spazio alle corse a tappe, a volte più prevedibili, a volte più strategiche, ma senza mai perdere la capacità di sorprendere e affascinare.
In qualche modo Liegi segna già un cambiamento; in una Lotto dominata quasi totalmente dall’Orca Aero in questa prima parte della stagione, ora i riflettori si accendono per accogliere un’altra grande protagonista della scena: il sipario si alza ed entra in scena l’Orca.
Affrontare la decisione
Liegi è il momento in cui le nostre cicliste e i nostri ciclisti devono decidere chi vogliono essere. Saranno l’Orca leggera e reattiva, capace di fare la differenza sulle salite cruciali di La Redoute e Roche-aux-Faucons, oppure punteranno sulla potenza in pianura dell’Orca Aero, pronta ad attaccare negli ultimi chilometri o a resistere e lanciare una volata a ranghi ridotti?
Il 19 aprile scorso, Jarno Widar ha scelto la seconda opzione. Il corridore Under 23 ha attaccato a La Redoute, raggiungendo la cima con 20 secondi di vantaggio. Ma, consapevole di avere un’alleata infallibile, ha rallentato, ha aspettato il gruppo inseguitore e ha conservato un asso nella manica. Nell’ultimo chilometro ha rilanciato il suo attacco con l’Orca Aero, un’accelerazione a cui nessuno ha saputo rispondere. Widar e la sua Aero hanno tagliato il traguardo di Liegi in solitaria.
Quest’anno l’Orca Aero è stata la scelta vincente nell’edizione Under 23, mentre l’anno scorso era stata la capacità di scalata dell’Orca a fare la differenza nella gara élite, sfiorando il podio.
Scegliere le proprie carte
Le bici aero più efficienti non saranno mai davvero leggere, così come le bici più leggere non saranno mai super aerodinamiche. Quando cerchiamo di creare una bici che eccella in più ambiti, spesso il risultato è che non si distingue in nessuno. Scegliere la bici giusta richiede i nostri giudizi più ponderati: che tipo di ciclista sono e che tipo di ciclista voglio diventare.
L’Orca è leggera e reattiva, pensata per scalatrici e scalatori puri che vogliono dare il massimo in salita e attaccare nei momenti chiave. Quando la pendenza fa scendere la velocità sotto i 15 km/h, la gravità conta più dell’aerodinamica. Il punto in cui questo avviene varia per ogni ciclista, ma è in queste situazioni che una bici leggera offre un vantaggio evidente.
L’Orca Aero, invece, è aerodinamica, rigida e veloce: perfetta per chi vuole lanciare un attacco potente nei tratti pianeggianti o conquistare una vittoria allo sprint. È difficile superare la sensazione di potenza che regala una grande bici aero. L’equilibrio tra aerodinamica, rigidità e peso è la chiave per attraversare il vento senza sforzo.
Le bici aero più efficienti non saranno mai davvero leggere, così come le bici più leggere non saranno mai super aerodinamiche. Quando cerchiamo di creare una bici che eccella in più ambiti, spesso il risultato è che non si distingue in nessuno.
Liegi-Bastogne-Liegi è il più antico dei Monumenti, e probabilmente anche il più duro. È una corsa incredibilmente completa: più di dieci salite per le cicliste e i ciclisti in lotta per la vittoria, concentrate soprattutto negli ultimi chilometri; ma anche lunghi tratti pianeggianti e ventosi da superare. La Doyenne rappresenta una sfida che ci costringe a prendere decisioni difficili, perché leggere le esigenze della corsa non è mai semplice.
Scegliere la bici giusta è particolarmente importante su questo terreno. Eppure, anche quando hai scelto le tue carte, quando il dado è tratto e pensi di sapere già come andrà a finire, qualcosa ti riporta bruscamente alla realtà. A Liegi, a Valkenburg o sul Muro di Huy: un punto di svolta, una mossa perfetta, una scelta decisiva possono riaccendere la corsa.
Un momento decisivo, proprio come quello che affrontiamo nella scelta della nostra bici: che tipo di ciclista sono, che tipo di ciclista voglio diventare.
Lasciamo la primavera alle spalle con le Ardenne ancora negli occhi, sperando che il loro spirito imprevedibile ci accompagni nella scelta giusta, perché non esiste una scelta sbagliata: tutte sono giuste. Sull’Orca o sull’Orca Aero, il ciclismo, che è una cosa molto seria, ha sempre l’ultima parola.